Quale IVA applicare per i lavori edili in casa?

Quale IVA applicare per i lavori edili in casa? - Impresa Previti

Per chi sta per iniziare lavori di ristrutturazione edilizia su immobili residenziali, oltre alla detrazione del 50% in vigore fino al 30 giugno 2013, esiste anche l’IVA agevolata del 4% e del 10%, vediamo di capire insieme quando si può usufruire della prima o della seconda. Nelle fatturazioni per le prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria su immobili residenziali, è previsto il regime agevolato dell’Iva ridotta al 10%. Attenzione, però, non si può applicare l’Iva agevolata al 10% ai beni e materiali forniti da un soggetto diverso da quello che esegue i lavori, o a quelli acquistati direttamente dal proprietario della casa (committente). In questo caso si dovrà applicare l’Iva ordinaria, che a partire dal 17 settembre 2011 è salita al 21%. I beni e i materiali, infatti, hanno aliquota Iva ridotta solo nel caso in cui la fornitura dei materiali sia all’interno del contratto d’appalto, ma nel caso l’impresa fornisca beni di valore significativo (individuati dal decreto 29/12/1999, vale a dire ascensori e montacarichi, infissi esterni e interni, caldaie, video citofoni, apparecchiature di condizionamento e riciclo dell’aria, sanitari e rubinetteria da bagni, impianti di sicurezza), l’aliquota ridotta si applica solo fino a concorrenza del valore della prestazione al netto del valore dei beni stessi. Casa significa? Facciamo un esempio. Se si ha un costo totale dell’intervento pari a 8 mila euro, di cui 3 mila per le prestazioni lavorative e il resto per beni significativi (5000 €), potremo detrarre il 10% solo su 3 mila euro  (vale a dire costo totale dell’intervento meno costo dei beni significativi), mentre i rimanenti 2000€ saranno fatturati con l’IVA ordinaria al 21%. Per i lavori di restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione si applica, invece, l’iva al 10% anche sull’acquisto di beni e materiali, sia fatto direttamente dal committente sia attraverso l’impresa. L’Iva al 10% non viene applicata anche nelle fatture relative alle prestazioni professionali (anche in caso di recupero edilizio), come per esempio per la direzione lavori, i tecnici della sicurezza, i certificatori energetici… L’Iva agevolata scende ulteriormente al 4% quando i lavori sono per eliminare barriere architettoniche (messa a norma di un ascensore, installazione di un servo scale, costruzione di uno scivolo al posto dei gradini…). L’IVA al 4% si dice anche “agevolata prima casa” perché si applica a prestazioni di servizi dipendenti da appalti per la costruzione ex novo di un immobile come prima casa , ma anche per interventi successivi alla conclusione dei lavori. Nel regime agevolato prima casa possono, infatti, rientrare anche tutti quegli interventi, che pur non essendo previsti nel capitolato di costruzione, non rendono l’immobile di “lusso” ma ne migliorano le condizioni di abitabilità. Rientrano quindi nell’agevolazione prima casa i costi della posa e dell’acquisto dei beni finiti (come ad esempio serramenti, radiatori, sanitari, bagni, materiali per gli impianti elettrici, caldaie e termosifoni ) e dei semilavorati (come ad esempio pavimentazione interna ed sterna, materiali da rivestimento, cementi, tegole, mattoni…), quest’ultimi però solo facendone esplicita richiesta al venditore.

Sostituzione serramenti e detrazioni fiscali

Sostituzione serramenti e detrazioni fiscali - Impresa Previti

Per accedere alla detrazione fiscale per il risparmio energetico in caso di sostituzione dei serramenti è necessario che l’edificio risultiesistente e già dotato di impianto di riscaldamento. A differenza della detrazione per le ristrutturazioni edilizie che è valida solo per le abitazioni, quella per il risparmio energetico può essere utilizzata per edifici di qualsiasi categoria catastale (abitazioni, uffici, negozi, attività produttive o artigianali, ecc.).
Oltre a queste caratteristiche proprie dell’edificio, i nuovi serramenti devono rispondere a determinati requisiti. Innanzitutto devono delimitare il perimetro del volume riscaldato. Non sono dunque ammessi alla detrazione serramenti di cantinati, autorimesse o locali dove non è presente il riscaldamento.
In secondo luogo i nuovi serramenti devono essere certificati ed avere precisi valori ditrasmittanza, ossia devono essere sufficientemente isolati. I valori di trasmittanza a cui fare riferimento sono tabulati e sono stati definiti dal Decreto del Ministro dello Sviluppo economico dell’11 marzo 2008 e successivamente modificati dal Decreto 6 gennaio 2010.
A questa detrazione sono ammesse anche le spese effettuate per le strutture accessorie al serramento che hanno effetto sulla dispersione del calore, quali scuri e persiane, o che siano strutturalmente accorpate al serramento, come i cassonetti delle tapparelle.
Il limite massimo per la detrazione fiscale sul risparmio energetico in caso di sostituzione di serramenti è 60.000 euro.

Per accedere alla detrazione fiscale per il risparmio energetico è necessario conservare le fatture e le ricevute dei pagamentieffettuati con apposito bonifico bancario. Inoltre bisogna chiedere all’installatore unacertificazione dei nuovi serramenti ed effettuare una comunicazione per via telematica all’Enea. In questa comunicazione si dovranno inserire i dati di chi usufruirà della detrazione, alcune informazioni sull’edificio, il tipo di intervento eseguito ed il suo costo.
Nella maggior parte dei casi in cui si desidera accedere alla detrazione fiscale per il risparmio energetico è obbligatorio che per lacomunicazione da inviare all’Enea vi sia l’intermediazione di un tecnico qualificato. Nel caso specifico di sola sostituzione dei serramenti, la procedura è semplificata ed il comune cittadino può collegarsi al sito dell’Enea e compilare i campi in modo autonomo.
E’ però da sottolineare che nella comunicazione vengono richiesti i valori di trasmittanza dei vecchi serramenti e anche di quelli nuovi. Quindi spesso capita che il cittadino si trovi in difficoltà nella loro individuazione. Pertanto, se non si ha padronanza di questi concetti, si consiglia sempre di farsi seguire da un tecnico competente anche quando la normativa non richiede il suo intervento, soprattutto perché una comunicazione errata può divenire motivo di perdita della detrazione. Ricordo a tal proposito che le fatture relative al lavoro di un tecnico per l’invio telematico all’Enea sono anch’esse detraibili.
Una volta effettuata la comunicazione all’Enea per via telematica, si consegnano alcommercialista la ricevuta di invio telematico, le fatture e le ricevute dei bonifici in modo da provvedere alla detrazione in occasione della dichiarazione dei redditi.

Serramenti e detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie (50%)

Qualora la vostra situazione non rispetti le condizioni poste dalla detrazione fiscale per il risparmio energetico, è possibile valutare se ci sono invece i requisiti per la detrazione sulle ristrutturazioni edilizie. 
In quest’ultimo caso è sempre necessario, come per il 65%, che il lavoro venga effettuato su un edificio esistente. E’ però importante sottolineare che sono ammesse alla detrazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie solo le opere realizzate su abitazioni o parti comuni di edifici residenziali. La presenza o meno del riscaldamento è irrilevante per questo tipo di detrazione.
I requisiti richiesti ai serramenti sono meno restrittivi rispetto al 65%. Inoltre sono differenti a seconda che i serramenti vengano sostituiti sulle singole unità abitative o sulle parti condominiali.
Per la sostituzione di finestre sulle singole unità abitative è necessario che i nuovi elementi abbiano sagoma, materiali e colori diversi. Nel caso in cui non siano presenti queste caratteristiche, si può valutare se i nuovi serramenti apportino all’abitazione un risparmio energetico. Ad esempio questo avviene quando le vecchie finestre sono dotate di vetro singolo e le nuove di doppio vetro.
Quindi la detrazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie comprende anche le opere finalizzate al risparmio energetico che magari non riescono a rientrare nell’apposita detrazione fiscale (65%). A differenza del 65% dove sono previsti requisiti superiori agli standard di legge, il 50% richiede riguardo a questi interventi solo il rispetto di tali standard.
Per la sostituzione di finestre su parti condominiali non sono necessari i requisiti sopra descritti. In questo caso la detrazione è possibile anche quando si installano finestre con caratteristiche uguali alle preesistenti.
Per effettuare la detrazione fiscale del 50% non è prevista la comunicazione mediante il sito dell'Enea. E' sufficiente provvedere in occasione della dichiarazione dei redditi, consegnando al commercialista i dati catastali dell'immobile, le fatture e le ricevute degli appositi bonifici.

PRODOTTI UTILIZZATI

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

PRODOTTI UTILIZZATI - Impresa Previti

IlSole24Ore.it